A LEGIÃO DE IMBECIS da INTERNET – POR UMBERTO ECO

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Umberto Eco: “Con i social parola a legioni di imbecilli”

Allo scrittore la laurea honoris causa in «Comunicazione e Cultura dei media» a Torino
LAPRESSE

Il conferimento laurea honoris causa in “Comunicazione e Culture dei Media” a Umberto Eco

Pubblicato il 10/06/2015
Ultima modifica il 11/06/2015 alle ore 14:20

«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività.

Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli».

Attacca internet Umberto Eco nel breve incontro con i giornalisti nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale a Torino, dopo aver ricevuto dal rettore Gianmaria Ajani la laurea honoris causa in “Comunicazione e Cultura dei media”perché «ha arricchito la cultura italiana e internazionale nei campi della filosofia, dell’analisi della società contemporanea e della letteratura, ha rinnovato profondamente lo studio della comunicazione e della semiotica».

È lo stesso ateneo in cui nel 1954 si era laureato in Filosofia: «la seconda volta nella stessa università, pare sia legittimo, anche se avrei preferito una laurea in fisica nucleare o in matematica», scherza Eco.

IL COMMENTO – “Ecco perché Eco sbaglia” (Gianluca Nicoletti)

La sua lectio magistralis, dopo la laudatio di Ugo Volli, è dedicata alla sindrome del complotto, uno dei temi a lui più cari, presente anche nel suo ultimo libro `Numero zero´. In platea il sindaco di Torino, Piero Fassino e il rettore dell’Università di Bologna, Ivano Dionigi. Quando finisce di parlare scrosciano gli applausi.

Eco sorride: «non c’è più religione, neanche una standing ovation». La risposta è immediata: tutti in piedi studenti, professori, autorità.

«La tv aveva promosso lo scemo del villaggio rispetto al quale lo spettatore si sentiva superiore.

Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità»,

osserva Eco che invita i giornali «a filtrare con un’equipe di specialisti le informazioni di internet perché nessuno è in grado di capire oggi se un sito sia attendibile o meno».

«I giornali dovrebbero dedicare almeno due pagine all’analisi critica dei siti, così come i professori dovrebbero insegnare ai ragazzi a utilizzare i siti per fare i temi. Saper copiare è una virtù ma bisogna paragonare le informazioni per capire se sono attendibili o meno».

Eco vede un futuro per la carta stampata. «C’è un ritorno al cartaceo. Aziende degli Usa che hanno vissuto e trionfato su internet hanno comprato giornali. Questo mi dice che c’è un avvenire, il giornale non scomparirà almeno per gli anni che mi è consentito di vivere. A maggior ragione nell’era di internet in cui imperversa la sindrome del complotto e proliferano bufale».

http://www.lastampa.it/2015/06/10/cultur…agina.html

 

TRANSLATION:

Umberto Eco:

“With social word legions of imbeciles”  

“Social media give the right to speak to legions of idiots who first spoke only at the bar after a glass of wine, without damaging the community. They were quickly silenced, and now they have the same right to speak of a Nobel Prize. It is the invasion of fools. ”

Internet attacks Umberto Eco in the short press conference in the Great Hall of the Royal Riding School in Turin, having received from the Rector Gianmaria Ajani honorary degree in “Communication and Culture of the media” because “has enriched the culture of Italian and international fields philosophy, the analysis of contemporary society and literature, has profoundly renewed the study of communication and semiotics. ” It is the same university in 1954 where he graduated in Philosophy, “the second time in the same university, seems legitimate, although I would have preferred a degree in nuclear physics or mathematics,” joked Eco.

COMMENT – “That’s why Eco wrong” (Gianluca Nicoletti)

His keynote, after laudatory speech by Ugo I wanted, is dedicated to the conspiracy syndrome, one of the issues most dear to him, also in his latest book `Number zero’. In the audience, the mayor of Turin, Piero Fassino and the rector of the University of Bologna, Ivano Dionigi. Once it has spoken roar applause. Eco smiles: “there is no religion, not even a standing ovation.” The answer is immediate: all standing students, professors, authorities.

“The TV had promoted the village idiot with respect to which the viewer felt superior. The drama of the Internet is that it has promoted the village idiot to the bearer of truth, (Alex Jones?) “he says Eco inviting newspapers” with a team of specialists to filter the information to the internet because no one is able to understand today if a site is trusted or less”. “Newspapers should devote at least two pages to the critical analysis of the sites, as well as teachers should teach children to use the sites to make themes. Knowing how to copy a virtue but must compare the information to see if they are reliable or not. ”

Eco sees a future for print media. “There is a return to hard copy. Companies of the US who have lived and triumphed on the internet bought newspapers. This tells me that there is a future, the newspaper will not disappear at least for the years that I am allowed to live. Even more so in the Internet age where the syndrome is rampant conspiracy and buffaloes proliferate. ”

Umberto Eco: “Las redes sociales le dan el derecho de hablar a legiones de idiotas”

Publicado: 17 jun 2015 17:36 GMT | Última actualización: 18 jun 2015 13:35 GMT
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El escritor y filósofo italiano, Umberto Eco, criticó duramente a Internet, en particular, acusó a las redes sociales de haber generado una “invasión de imbéciles”, ya que “dan el derecho de hablar a legiones de idiotas”. La opinión del semiólogo se ha hecho viral en las mismas redes sociales criticadas.

 

Umberto Eco: "Las redes sociales le dan el derecho de hablar a legiones de idiotas"

Umberto Eco:
“Las redes sociales le dan el derecho de hablar a legiones de idiotas”
Andrea Comas / Reuters / Reuters

“Las redes sociales le dan el derecho de hablar a legiones de idiotas que primero hablaban sólo en el bar después de un vaso de vino, sin dañar a la comunidad. Ellos rápidamente eran silenciados, pero ahora tienen el mismo derecho a hablar que un premio Nobel.

Es la invasión de los imbéciles“, afirmó Umberto Eco, según informa el diario ‘La Stampa‘.

El drama de Internet es que ha promovido al tonto del pueblo como el portador de la verdad

“Si la televisión había promovido al tonto del pueblo, ante el cual el espectador se sentía superior”, el “drama de Internet es que ha promovido al tonto del pueblo como el portador de la verdad“, asegura Eco.

 

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